Continuiamo il nostro viaggio attraverso le figure professionali del mercato musicale, analizzando il modo in cui queste possono essere di supporto al tuo progetto.
Dopo i produttori e le case discografiche, passiamo agli editori: un supporto che può rivelarsi fondamentale per monetizzare e far crescere le tue canzoni. Vediamo come.
EDITORI, QUESTI SCONOSCIUTI
L’editore è una figura spesso (ed erroneamente) presa poco in considerazione dai giovani artisti, che a volte ne ignorano addirittura l’esistenza. Ma cosa fa un editore? In sostanza (e per semplificare) fa in modo che la tua opera venga utilizzata per ricavarne il maggior profitto possibile.
Quando firmi con una casa editrice cedi generalmente il 50% delle tue quote editoriali. Parliamo cioè dei 12/24 dei diritti d’autore e del 50% del DRM (diritto di riproduzione meccanica). Significa, in sostanza, che dividi con la tua casa editrice gli incassi che otterrai dallo sfruttamento intellettuale delle tue composizioni.
Ovviamente questo tipo di cessione non ha nulla a che vedere con la proprietà delle registrazioni delle tue canzoni (che restano in capo a chi ha pagato lo studio di registrazione, i musicisti, il produttore artistico e quindi non entrano a far parte di ciò che stai cedendo all’editore). In cambio di questo 50% sui diritti d’autore, la tua casa editrice si impegna a trovare opportunità per posizionare la tua musica e assicurarsi che tu ottenga il giusto compenso per ogni utilizzo dei tuoi brani.
Come tutte le altre partnership che potresti instaurare, anche un accordo di collaborazione con una casa editrice presenta vantaggi e svantaggi. Da un lato ti obbliga a cedere una fetta importante delle tue entrate editoriali, dall’altro si tratta di entrate che potresti non riuscire a ottenere facilmente senza avere al tuo fianco un ottimo editore che lavora per piazzare i tuoi brani, magari riuscendo a sincronizzarli come colonna sonora di un film o di uno spot pubblicitario.
Come manager di te stesso puoi metterti alla ricerca di un contratto editoriale o decidere di fondare una tua piccola casa editrice e amministrare in proprio lo sfruttamento intellettuale di tutte le tue opere. Quello che di certo, in prospettiva, non ti conviene fare è lasciare le tue canzoni prive di un editore che si occupi di promuoverle, per evitare di perdere per strada una parte dei guadagni che potresti ottenere.
LA CANZONE NON EDITA
Una canzone priva di editore è, appunto, “non edita” e dunque viene idealmente considerata, almeno nel gergo del settore musicale, come non ancora immessa sul mercato e perciò, tecnicamente, non in grado di generare guadagni.
Per capire meglio questo concetto ripensiamo al ruolo originario degli editori: erano coloro che si occupavano di duplicare e diffondere gli spartiti delle canzoni quando ancora non esisteva la musica registrata. Quindi una canzone senza editore, nei fatti, non era stata ancora messa a disposizione del pubblico e quindi non era in grado di generare profitto per i suoi autori e compositori. Per quella che è la mia esperienza, questo retaggio rimane ancora adesso nella retribuzione dei proventi da diritto d’autore: i pezzi senza editore vengono penalizzati.
LA RICERCA DI TALENTI
Come le etichette discografiche, anche le case editrici hanno un direttore artistico (tecnicamente A&R) o creative manager, il cui ruolo prevede varie importanti attività, come la gestione e la promozione del catalogo editoriale e degli autori scritturati, il contatto costante con interpreti e case discografiche per proporre l’utilizzo di brani dei propri autori, o ancora la ricerca di sincronizzazioni e posizionamenti su film e campagne pubblicitarie per le canzoni che amministra.
Come in ogni altro settore, anche gli editori sono alla continua ricerca di talenti da mettere sotto contratto. Negli ultimi anni, tra l’altro, sono stati spesso gli editori a rischiare e puntare per primi su artisti e generi innovativi, per poi coinvolgere una casa discografica a supporto. Un esempio ci arriva dalla Universal Music Publishing guidata da Claudio Buja, che ormai da oltre vent’anni si affida alle intuizioni dell’A&R Claudio Klaus Bonoldi.
Klaus è riuscito prima di chiunque altro a intercettare alcuni fenomeni musicali, lavorando ad esempio con Fabri Fibra fin dalla seconda metà degli anni novanta e intuendo in tempi non sospetti il potenziale che l’hip-hop, il rap e poi l’urban avrebbero potuto sviluppare in Italia negli anni a venire. La sua attività di scouting ha influenzato l’operato del relativo comparto discografico della Universal, indirizzandolo su scelte che ne hanno determinato una certa leadership nella capacità di dialogare con gli artisti dell’area trap e urban e di lavorare, prima e meglio di altri, sulle nuove tendenze della musica italiana.
Allo stesso modo, sul fronte Sony atv, Roberto Trinci e Paola Balestrazzi sono riusciti a rendere il ramo publishing della multinazionale una realtà di riferimento per i cantautori non convenzionali della nuova scena nazionale.
UN ACCELERATORE PER LA TUA CARRIERA
Legarsi a un buon editore e riuscire a farlo appassionare al tuo progetto artistico può essere un potente acceleratore per la tua carriera. Così come possono esserlo altre importanti figure professionali, che scopriremo nei prossimi articoli.
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Questo articolo è estratto da La Musica Attuale – come costruire la tua carriera musicale nell’era del digitale, di Massimo Bonelli