Abbiamo visto nel precedente articolo come un progetto musicale possa essere accumunato ad una startup, prendendo spunto dal libro di Thomas Brownless La tua band è una startup.
Fra i vari approcci sviluppati negli anni per gestire con efficacia il lancio di una startup, il metodo lean startup è stato proposto dall’imprenditore e blogger americano Eric Ries nel suo libro Partire leggeri.
COS’È IL METODO LEAN STARTUP?
Ries sostiene che tutto quello che non concorre a soddisfare velocemente un reale bisogno di mercato è uno spreco e suggerisce quindi di aumentare l’efficienza di un processo produttivo riducendo o eliminando qualsiasi tipo di spreco.
Il metodo lean startup prescrive di sviluppare un primo prototipo del prodotto da presentare in fase di test sul mercato, evitando così di perdere tempo e risorse per sviluppare alla perfezione qualcosa che al pubblico potrebbe non interessare o non piacere. Quindi, prima di produrlo nella sua versione definitiva è preferibile far testare agli utenti il prodotto quando ancora non è stato del tutto perfezionato. Raccogliendo i feedback degli utilizzatori, un po’ alla volta sarà possibile capire come migliorare quel prodotto per poi lanciarlo effettivamente sul mercato.
La visione centrale è che l’innovazione più efficiente è quella di cui gli utenti hanno davvero bisogno.
APPLICAZIONE DEL METODO LEAN STARTUP
Provando ad applicare la visione di Ries alla nostra startup musicale, il principio della riduzione degli sprechi acquisisce sfumature piene di significato. In un modello di lean startup musicale in cui l’atomo del progetto è la canzone e l’attenzione del pubblico la moneta da incassare, potrai testare la tua musica producendo una serie di brani da rilasciare un po’ alla volta, senza rincorrere fin dall’inizio l’idea di realizzare un album intero.
Ogni brano rilasciato racconterà un pezzetto di storia del tuo progetto e, attraverso le reazioni del pubblico, potrai perfezionare brano dopo brano la relazione tra la tua produzione e gli utenti e capire meglio chi sei e a chi si rivolge effettivamente la tua musica.
UNO STRUMENTO UTILE PER TESTARE I TUOI BRANI
“Il successo è frutto di un processo continuo di invenzione e miglioramento, non del continuo ostinarsi a fare ciò che non funziona” scrive Derek Sivers nel suo libro Tutto quello che vuoi tu.
Per un nuovo artista, oggi appare una scelta sensata partire dalla pre-produzione avanzata di qualche brano e sperimentarla sul pubblico potenziale di riferimento per vedere se riesce ad attecchire e a generare interesse.
In quest’ottica potrebbe essere funzionale la piattaforma SoundCloud che, più di ogni altra, viene incontro alle esigenze degli artisti in modalità lean startup.
Utilizzando l’applicazione SoundCloud Pulse puoi gestire direttamente il tuo account e pubblicare i brani musicali che hai realizzato. Una caratteristica fondamentale di SoundCloud è quella di permettere agli artisti di caricare la propria musica con un url modificabile.
Tra l’altro sulla piattaforma le canzoni possono essere messe online/offline piuttosto agilmente, possono essere rese disponibili al download o semplicemente fruibili in streaming e possono essere lasciate aperte a commenti o meno. Insomma, la gestione dei contenuti è completamente in mano all’artista che, volendo, può testare l’appeal della sua musica prima di cimentarsi direttamente nell’agone delle piattaforme di streaming e della distribuzione digitale.
PRONTO PER STRUTTURARE IL TUO PIANO STRATEGICO?
Questo approccio ti eviterà di dover perfezionare fin da subito (e in modo irreversibile) la tua produzione musicale, sovraproducendo, mixando e pubblicando addirittura un album completo, con tutte le spese di registrazione, mix, mastering e stampa che questo comporta, impiegando prematuramente risorse preziose in azioni non indispensabili al tuo percorso di crescita.
Crescita che avverrà attraverso la strutturazione e la gestione di un piano strategico.
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Questo articolo è estratto da La Musica Attuale – come costruire la tua carriera musicale nell’era del digitale, di Massimo Bonelli