Abbiamo chiesto a Maurizio Becker le tre cose che un musicista non dovrebbe mai fare durante un’intervista ma che, puntualmente, fa.
- Mettere il pilota automatico. Rilasciare interviste svogliate, banali o noiose è dannoso quasi quanto fare concerti fiacchi o incidere canzoni deboli: se ti leggo e mi rompi le palle, difficilmente mi verrà voglia di ascoltarti.
- Prendere sottogamba il giornalista se è giovane o se scrive per una testata minore. In genere, sono quelli più preparati.
- Spostare ossessivamente la conversazione sul disco attualmente in promozione. Accetta con entusiasmo domande diverse, renderanno la conversazione più interessante.
E i giornalisti?
Ecco tre cose che un giornalista NON dovrebbe mai fare:
- Credere che un’intervista consista semplicemente in una serie di domande preparate. Le migliori interviste sono frutto di una conversazione, più che di uno schema prestabilito.
- Esibirsi ponendo domande tese a evidenziare la propria competenza - di solito chilometriche e fitte di dati e informazioni, queste domande già contengono in sé la risposta.
- Affrontare un’intervista senza avere curiosità per l’artista che ti troverai davanti.