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Le domande giuste del musicista attuale

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Chi sceglie di affrontare la professione della musica (sia dalla parte dell’artista che dell’operatore), lo fa mosso dalla passione. Non lo facciamo per soldi, questo è chiaro, altrimenti avremmo già tutti cambiato mestiere. Chi inizia lo fa con un sogno, sempre. 

Ed è proprio partendo da questo presupposto che, lo scorso mese, ho invitato i lettori a raccontarmi il proprio più grande obiettivo. 

Alcune delle risposte che mi sono arrivate mi hanno addirittura commosso, storie difficili, in cui la musica diventa il mezzo per superare drammi, paure, depressione. Una roccia alla quale aggrapparsi e che offre in dono la possibilità di esorcizzare e infine esprimere ciò che si ha dentro. 

Non me l’aspettavo, devo essere sincero, ma mai feedback sarebbe potuto essere più positivo e stimolante per me, perché una base di partenza così è fondamentale per affrontare la musica come professione. 

Andando ad analizzare le risposte, quindi, l’obiettivo più diffuso sembra essere quello di esprimersi.

Se esprimersi lo intendiamo come un concetto fine a se stesso allora fermiamoci qui, non leggiamo oltre. Se invece lo intendiamo come raggiungere il maggior numero di persone possibili per comunicare loro ciò che proviamo, ciò che siamo o semplicemente raccontargli la nostra visione del mondo, allora dobbiamo capire come è possibile farlo. 

E quindi: come arrivo alle persone, al pubblico? 

Partiamo da un concetto basilare, valido per ogni nuovo percorso: non otterremo mai le risposte giuste se non ci facciamo le domande giuste. 

Detesto il cliché dell'uomo che non deve chiedere mai, dato che se non chiedi non sai”, cantava Caparezza, e mi pare un buon punto di partenza. Lasciate perdere, quindi, quello che credete di sapere sul mercato della musica e iniziate a farvi domande, a cercare, a scoprire, a capire questo mondo. 

Quali sono le domande giuste? 
Ecco, questa è la prima domanda giusta. 

 Ce ne faremo diverse di domande, in questo percorso, ma intanto ve ne lascio qui qualcuna di partenza: 

Chi sono?  >>  conoscere profondamente se stessi. 

  • Quali sono le mie qualità? 
  • Cosa ho da offrire? 
  • Cosa ho di unico? 
  • Quali sono le cose che mi riescono meglio? 
  • In cosa mi sento a mio agio? 

Cosa voglio?  >>  stabilire degli obiettivi, anche difficili da raggiungere, ci pone punto di arrivo. 

Perché lo faccio?  >>  quali sono le motivazioni che mi spingono ad affrontare sacrifici e delusioni pur di arrivare ai miei obiettivi. 

Cosa mi manca?  >>  avere consapevolezza dei proprio mezzi, se sono negato a fare una cosa - ad esempio -  devo prenderne atto e fare di tutto per risolvere questa mancanza. 

Articolo presente anche sul numero di novembre 2018 di ExitWell Magazine

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