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L’importanza del tourbook: parola a Panico Concerti

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In diversi campi lavorativi, l’evoluzione tecnologica ha saputo mutare (sia in meglio sia in peggio) ruoli e strumenti annessi.

Non è esente da questo discorso la musica, che ha dovuto riadattarsi non solo alle nuove capacità del web, ma anche a una richiesta sempre più forsennata e veloce che non ha risparmiato nessuno.

Non tutti i cambiamenti del contesto, però, influiscono su tutto ciò che incontrano. Di fatto, esistono lievi trasformazioni che, sì, hanno interessato soprattutto chi lavora nel dietro le quinte del mondo discografico, ma alle volte senza snaturarne la componente primaria per la quale una pratica viene messa in atto. Non parliamo solo di ufficio stampa, ma anche di realtà specializzate in un determinato settore. Come il caso di Panico Concerti, agenzia di booking che ha saputo cogliere i progressi di questa scia, rimanendo uno dei punti di riferimento in questo campo.

Uno degli strumenti nevralgici per una realtà come quella di Panico è il tourbook, per lo più sconosciuto a chi non opera nel dietro le quinte. Eppure, si tratta di un tool – come direbbero quelli bravi – molto importante per chi vuole far conoscere la propria musica.

Ma esattamente cos’è un tourbook? Come funziona? Quali sono stati i cambiamenti che ne hanno influenzato la sua messa in atto? Ce lo siamo fatti raccontare da Damiano Miceli, che si occupa proprio di questo in Panico. “Una volta - ci dice - il tourbook era un vero e proprio opuscolo con tutte le informazioni che la crew in tour doveva sapere, quindi orari di produzione, indirizzi, info della venue, contatti utili, etc. Oggi, la maggior parte delle volte, si intende il foglio (con le stesse indicazioni) legato ad una singola data”.

Quindi cambia la forma, ma non la sostanza. Gli avanzamenti socio-tecnologici non hanno variato - in senso negativo - il concetto del tourbook, anzi l’hanno rafforzato, facilitando anche il lavoro per gli addetti di settore. Infatti, oggi come oggi, “si tratta di un documento (chi preferisce in formato word, chi in formato excel) dove si inseriscono dei campi da far compilare, possibilmente, al promoter o alla venue ospitante. Una volta compilato, lo si gira alla band o al tour manager, possibilmente in tempo per poter organizzare la logistica”.

Perfetto, fin qui abbiamo capito quali sono le direttive principali di un tourbook, abbiamo anche intuito come va costruito. Ma quali sono i dettagli fondamentali che non devono mai mancare al suo interno? “Sicuramente gli orari, gli indirizzi ed i contatti. Poi ci sono altre informazioni che diventano altrettanto prioritarie e che cambiano anche in base a ogni band, in base al tipo di esigenze, tecniche o logistiche che siano. Ad esempio, la dimensione del palco, se la band suona tanti strumenti o sono semplicemente in tanti”.

Insomma, siamo di fronte a un materiale che deve contenere diverse informazioni. Questo cosa sta a significare? Che più il tourbook è dettagliato, corredato da dettagli ben precisi, più il lavoro di chi lo gestisce è facilitato. “Assolutamente sì - ci conferma Damiano -, ma di più se un tourbook viene consegnato in un tempo che permetta a tutti di poterci lavorare. Spesso viene consegnato il giorno prima o il giorno stesso, per cui la sua funzione è quasi pari a zero”. Il rischio, dunque, è che si vada a perdere una grossa mole di lavoro, a scapito di tutti i protagonisti chiamati in causa, partendo proprio dall’artista.

Generalmente, però, sembra che le mutazioni subite dal mondo della comunicazione non abbiano intaccato più di tanto l’essenza del tourbook. Anzi, ci sono altri fattori da tenere in considerazione. “Io ho iniziato a fare questo lavoro seriamente nel 2010 - confessa Damiano -, e il tourbook è pressoché identico agli inizi. Cambia molto in base al prestigio della venue o alla crew che ci lavora”.

A questo punto, togliamoci anche l’ultima curiosità. Perché, come può capitare anche in altre situazioni, un cantante o una band abbiano spesso delle idee extra-musicali che vorrebbero mettere in atto, anche se non sono esperti di quella materia. Per cui, può capitare che il tourbook venga redatto non solo dall’addetto ai lavori, ma anche dall’artista che dà qualche suggerimento? “In genere viene compilato dal promoter, tutti i suggerimenti degli artisti li puoi trovare sul rider”.

 

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