Abbiamo chiesto alla direttrice di Hot Mc le tre cose che un musicista non dovrebbe mai fare durante un’intervista ma che, puntualmente, fa.
Ma prima... tre cose sbagliate che fanno sempre i giornalisti!!
Partirei con qualche consiglio per i giornalisti. Primo: non ascoltare il disco di fretta prima di un'intervista. Secondo: non usare l'intervista per parlare di sé e delle proprie opinioni, anziché di quelle dell'intervistato. Terzo: non fare sempre le stesse identiche domande in tutte le interviste.
Quanto ai musicisti...
- Dare le stesse identiche risposte in tutte le interviste.
Alla venticinquesima intervista del giorno è umano e sacrosanto mettere il pilota automatico e rispondere per slogan preconfezionati. Il problema, però, è che il malcapitato giornalista numero venticinque vale tanto quanto il numero uno. E una serie di articoli-fotocopia in cui vengono ripetute sempre le stesse cose serve a ben poco, sia agli intervistati che agli intervistatori. Se una domanda ormai vi dà la nausea, chiedete piuttosto di passare oltre o di parlare d'altro. Voi sarete meno annoiati e noi più felici. - Dimenticare che il registratore è acceso.
Le interviste migliori sono quelle in cui c'è sintonia tra giornalista e artista: quelle che assomigliano più a una chiacchierata tra amici che a un appuntamento di lavoro, per intenderci. È bene ricordare, però, che non si tratta di una conversazione privata. Non stupitevi di trovare trascritte nell'articolo battute infelici, cose che pensavate di aver detto in confidenza, frecciatine ai colleghi. Finché il registratore è acceso, noi trascriveremo fedelmente quello che dite. Se non vi fidate della correttezza di chi vi sta davanti (e a volte, visti i tempi che corrono, fate anche bene), potete sempre chiedere di leggere una bozza dell'intervista prima della pubblicazione: è un vostro diritto. - Fare distinzioni tra giornalisti di serie A e di serie B.
È chiaro che c'è una bella differenza tra l'anchorman di prima serata e il blogger universitario, o tra il quotidiano nazionale e la gazzetta parrocchiale. Non è il caso di farla pesare, però. Evitate di rimbalzare o di trattare con sufficienza le realtà meno blasonate o quelle di nicchia. Primo, perché spesso sono le più preparate e appassionate. Secondo, perché non cagare un giornalista emergente/per passione (o un musicista emergente/per passione) solo in quanto tale non vi fa onore. Terzo, perché non sapete dove sarà quel giornalista tra cinque anni: farvi dei nemici solo per snobismo è la cosa più stupida che possiate fare.