Dalla parte dell'artista
Mai come in quest'epoca il live è il fulcro dell'economia musicale, ne abbiamo già ampiamente parlato, diventa fondamentale allora andare a scoprire dall'interno quali sono le suggestioni e molle che muovono le professionalità che lavorano in questo campo.
Luca Nottola fonda nel 2004 Area Live, società di produzione concerti e promozione di eventi. Tra gli artisti curati dalla società napoletana Almamegretta, James Senese, Peppe Servillo, Maldestro e molti altri progetti di spicco della scena cantautorale e folk partenopea.
Una professione, quella di Luca Nottola, nata come naturale evoluzione della sua attività di musicista, integrata ad arte con competenze ed esperienze extra musicali.
"Durante gli anni '90 cantavo in una band e grazie a questo ho iniziato a capire i meccanismi, ad acquisire contatti e quando il gruppo si è sciolto mi è venuto naturale iniziare a lavorare con alcuni gruppi napoletani, tra i quali 99 Posse e Almamegretta, ma in realtà è stato un mix di cose, perché oltre a fare il musicista lavoravo in banca, quindi ho unito le competenze dei due settori. Tra nozioni di contabilità e amministrazione e contatti nel campo musicale ho aperto Area Live con alcuni amici."
Quando si è a contatto con musicisti, di qualsiasi livello, l'approccio è fondamentale. Se c'è una cosa che fa la differenza è comprendere le necessità e trovare il modo di soddisfarle.
"Una cosa fondamentale da tenere a mente è che l'artista è il centro del lavoro. Bisogna avere coscienza delle necessità degli artisti e cercare di soddisfarle, nei limiti del lecito chiaramente. Ma questo vale per qualsiasi lavoro, se ci pensi, se viene il piastrellista a casa non lo tratti male, lo metti in condizione di svolgere al meglio il suo lavoro: questo è fondamentale."
Un lavoro fatto sostanzialmente di contatti, da curare, da ampliare in continuazione. Questo ti porta inevitabilmente a viaggiare molto e ad interagire con un alto numero di professionalità, o presunte tali.
"Se ti piace la vita on the road è bellissimo, certo un lavoro che ti porta in viaggio in continuazione ti toglie alla famiglia, agli amici, alla tua città, è un prezzo che bisogna essere disposti a pagare: questo può essere considerato l'aspetto migliore come il peggiore, in egual misura.
Un aspetto sicuramente negativo invece sono gli altri, i professionisti con i quali ti confronti. Spesso quello musicale non si rivela come un bel ambiente, ci sono molti personaggi improvvisati, gente che non ha idea di come si lavori, che non sono né preparati né predisposti a questo lavoro."
Un universo fatto di una infinità di piccoli e grandi promoter, locali, regionali, nazionali, che compongono un quadro spesso difficile da interpretare, figuriamoci prevedere il prossimo futuro.
"Non riesco a figurarmi bene il futuro, io sarò in pensione tra cinque anni (ride).
Lo vedo sicuramente più professionalizzato, quando ho iniziato io non c'erano scuole, oggi ci sono corsi anche all'università che aprono a questo tipo di lavoro, le stesse società fanno stage grazie ai quali i ragazzi possono imparare a muoversi, e poi con internet è anche facile reperire le nozioni di base.
Di contro le economie sono sempre minori, nel mercato musicale in genere, ed è probabilmente per questo che alcune figure spariranno, come i piccoli promoter locali, ad esempio. Potrebbe essere però una occasione per chi vale davvero di emergere. Vedi il lavoro fatto con Maldestro, è l'esempio di come un piccola struttura indipendente, insieme al grande talento di un artista (senza il quale non si va da nessuna parte) riesca a competere con le major: questo sarà sempre più possibile in futuro."
Un mediatore, un punto di contatto essenziale tra l'artista e il promoter: l'agente di booking riveste un ruolo fondamentale nello scacchiere musicale, un ruolo complicato, difficile anche da intraprendere, dove i professionisti di spessore sono merce rara.
Il segreto di Luca Nottola?
"Lavorare sempre. Non ti puoi fermare mai."