Eravamo partiti da una domanda fondamentale: Come si diventa manager? O discografico, o stage manager, o agente di booking?
Chi meglio degli stessi professionisti per rispondere?!
Nella seconda parte dell'iBlog di iCompany dedicato alla formazione, ci siamo fatti spiegare il mercato del lavoro musicale da chi ce l'ha fatta, da chi oggi è un affermato e stimato professionista del settore e che ha vissuto in prima persona i cambiamenti radicali degli ultimi vent'anni.
Con Stefano Senardi abbiamo parlato del valore delle sensazioni e delle emozioni: "È un ambiente che è arrivato ad un punto di esasperazione, ci sono più analizzatori di dati informatici che persone di sensibilità artistica. Si lavora purtroppo più sugli algoritmi che sulle vibrazioni, sulle emozioni. Ricordiamoci sempre che parliamo di musica."
Siamo entrati poi in discorsi tecnici e tecnologici con lo stage manager Toni Soddu: "Oggi i plugin simulano perfettamente il suono della macchina analogica, anzi hanno più possibilità della macchina analogica. Hai a disposizione centinaia di compressori, equalizzatori ecc. e puoi scegliere per ogni singolo strumento quale utilizzare e in che modo, questo fa del plugin uno strumento perfetto per trattare il suono."
Abbiamo scoperto la regola delle 4C per l'ufficio stampa, con Riccardo Vitanza: "Per essere buoni comunicatori oggi, valgono le regole di ieri, come la regola delle 4C: Un comunicato ben scritto deve essere: Chiaro; Corretto; Conciso; Compiuto."
Luca Nottola ci ha portato nel mondo e nelle difficoltà del live: "Un aspetto sicuramente negativo sono gli altri, i professionisti con i quali di confronti. Spesso quello musicale non si rivela come un bel ambiente, ci sono molti personaggi improvvisati, gente che non ha idea di come si lavori, che non sono né preparati né predisposti a questo lavoro".
Abbiamo analizzato l'ambiente del giornalismo musicale con Federico Guglielmi, per scoprire cosa rende il gesto di scrivere una professione vera: "Bisogna tenere a mente alcune cose fondamentali: mai anteporre se stessi alla materia che si sta trattando, l'argomento deve essere sempre più importante del proprio ego, del proprio desiderio di apparire. E poi capire che quello che sai sarà sempre meno di quello che ci sarebbe da sapere. Questo, unito alla cura della lingua, del proprio modo di esprimersi, fa dello scrivere una professione vera."
Con Valerio Soave ci siamo immersi nella dimensione del manager, con tutta l'umanità e la professionalità che lo contraddistingue: "Ricordiamoci sempre che stiamo parlando della vita degli artisti, tu magari hai dieci artisti, ma l'artista ha solo te e si fida di te, non importa se è piccolo o grande, nel momento in cui l'hai preso devi fare in modo che abbia il massimo dell'attenzione da parte tua. Questo è un concetto basilare. Non vendi saponette, stai lavorando con la vita e la carriera di una persona e le persone non sono un "prodotto". Il discografico vende un prodotto, il disco, il manager gestisce una persona: è molto diverso."
Infine abbiamo parlato ancora di live, ma dal punto di vista della direzione artistica, con Lele Roveri dell'Estragon di Bologna, con il quale abbiamo analizzato i cambiamenti del mercato degli ultimi anni: "Va da sé che tutto è dipeso da come è cambiato il mondo della musica in Italia, una volta crollata l'industria musicale per come la intendevamo prima, le discografiche stesse sono state portate a investire di più sul live perché ha dei margini di guadagni più ampi rispetto al disco, con conseguente vantaggio per il live. Il rovescio della medaglia è che la discografia che prima incassava dai dischi ora deve incassare dal live e quindi capita che chi fa questo mestiere non può più fare determinate band perché i loro live vengono prodotti direttamente dalla discografica o dall'agenzia di riferimento della discografica stessa."
Un mondo di professionalità a portata di mano, il mondo del mercato musicale, il nostro mondo.